Introduzione itinerario rurale 1 - Baucina

itinerario rurale delle Regie Trazzere 1: chiesa di S. Marco, chiesa di S. Croce, contrada Cubaitaro, contrada Balatelle-Margio, contrada Chiarello, contrada Acqua la Fico, Via 14 Febbraio.
 
Presentazione del percorso presso la sede dell’Associazione Venti.Ba.Ci.
 
L’itinerario, lungo circa 10 km (andata – ritorno), è percorribile soltanto con mezzi fuori strada, in quanto è costituito in buona parte da trazzere sterrate, che durante la stagione invernale diventano impraticabili a causa delle piogge.
Questo itinerario rurale coinvolge prevalentemente la porzione sud-occidentale del comune di Baucina. Si tratta di un territorio variegato dal punto di vista geologico, dato che comprende quattro formazioni: dalla Formazione Baucina di Monte Falcone e di Acqua la Fico alle Formazioni gessoso-solfifere (Formazione Pasquasia, Formazione di Cattolica e altre) di Balatelle-Margio, dai Trubi di Chiarello-Capezzana alla Formazione Terravecchia delle contrade Monte Frumento, Cuba, Ficilignu e S. Marco. La vegetazione naturale è scarsa ed è limitata lungo le rive dei torrenti e sulle pendici più ripide dei rilievi; non vi sono boschi, ma sparsi esemplari di elementi della macchia mediterranea con ogliastri, carrubi, roverelle, piraini, calicotome, ginestre, ampelodesma, ecc. Le coltivazioni prevalenti sono gli uliveti, i mandorleti e qualche vigneto, mentre il seminativo è praticato soprattutto in contrada Acqua la Fico e Ficilignu. Questo territorio per la sua fertilità fu sfruttato in antico da più fattorie, tre di queste (Balatelle, S. Marco, Acqua la Fico) collegate da un’antica via, in parte oggi ricalcata dalla strada vicinale Bagni che attraversa la contrada Margio, prosegue verso contrada Acqua la Fico per giungere ai Bagni di Cefalà Diana.
L’itinerario 1 comincia dalla chiesa di S. Marco che si trova all’uscita della strada provinciale 6 verso Sud/Ovest dell’abitato. Percorrendo Via S. Marco, dopo aver incrociato la Strada Provinciale 6 “Baucina-Ventimiglia”, si giunge al Capo (Capo dell’acqua, cioè punto di origine delle tre sorgenti di acqua potabile che si trovano alle falde di Monte Falcone). Dalla Via S. Francesco di Assisi si diparte la Via S. Croce sul percorso di un’antica trazzera che collegava Baucina con Ciminna (Regia Trazzera 507). Questa nel primo tratto si inerpica fino alla chiesetta di S. Croce; nel secondo costeggia il lato ovest di Monte Falcone. Monte Falcone è una formazione di calcarenite organogena (Formazione geologica denominata Baucina) del Messiniano inferiore ricca di fossili animali e vegetali. All’altezza del cimitero, negli oliveti che costeggiano la trazzera, in contrada Cubaitaro, si possono trovare numerosi fossili marini. L’ultimo tratto della trazzera si affaccia sulla valle del torrente Margio e termina in corrispondenza del trivio Balatelle. 
Oltrepassato il trivio si riprende una trazzera che collega la contrada Margio, denominata Burrone Secco, con la contrada Chiarello, passando per le contrade Capezzana e Torre. Di particolare interesse, all’inizio del corso d’acqua, è la grande sorgente detta dell’Acqua Amara che proviene da un lungo torrente ipogeo cosparso di doline e di inghiottitoi. La trazzera inizia sulla formazione gessoso-solfifera del Messiniano superiore e poi tocca la contrada Capezzana, caratterizzata da rocce calcareo-marnose bianche: i Trubi del Pliocene. Nella parte sommitale si entra, attraverso una strada sterrata denominata La Porta, nella contrada Chiarello.
Qui ricomincia la formazione gessosa, dove, nei pressi di una fattoria del Settecento si trovava fino a pochi anni addietro una chiesetta costruita con blocchi di pietre di gesso dall’architetto ciminnese Paolo Amato nel 1700. Nei pressi di questa fattoria, che ospita oggi un moderno oleificio della famiglia Cirrincione, si trovano i resti di una fattoria di epoca tardo-antica.
Proseguendo lungo la trazzera si arriva a un abbeveratoio alimentato dalla sorgente denominata Cuba; il terreno fa parte della Formazione Terravecchia ed è costituito da sabbie siliciche rossastre e da ciottoli arrotondati. La trazzera che collegava Baucina con Villafrati (Regia Trazzera 506) attraversa la Strada Provinciale 6, e dopo poche centinaia di metri verso Baucina, si immette a sinistra nella trazzera chiamata Bagni, che arriva all’abbeveratoio di contrada Acqua la Fico, e risale verso la trazzera, oggi denominata Via 14 febbraio a ricordo del percorso delle reliquie di S. Fortunata, arrivate da Roma a Baucina il 14 febbraio del 1791. Nella parte superiore di questo collegamento, tra le due strade, affiora la calcarenite organogena della Formazione Baucina, in corrispondenza della quale sono scavate almeno quattro tombe a grotticella artificiale a servizio di un insediamento rurale di età arcaica e classica. La Via 14 febbraio costeggia Monte Croce e arriva a Baucina all’altezza della chiesetta di S. Rosalia, per finire attraverso la Via Galilei ai piedi della collina del Calvario in Piazza Garibaldi. Il percorso, attraverso la trazzera denominata Via 14 febbraio, ogni anno viene animato da un corteo con personaggi in costume settecentesco che accompagnano la cassetta in legno rivestito da sughero nella quale furono spedite dal cimitero romano di S. Ciriaca le ossa della santa co-patrona di Baucina (insieme a S. Marco patrono del Comune).
Finito questo percorso rurale lungo le Regie Trazzere si può iniziare il percorso monumentale urbano indicato in una mappa su piastrelle in ceramica posta sull’angolo destro del bordo della piazza. Dinanzi a ogni monumento si trova un pannello con piastrelle in ceramica, in cui sono riportate le indicazioni essenziali in italiano e in francese relative alla storia e al contenuto in arte dell’opera monumentale.
 
 

 

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