Introduzione itinerario rurale 2 - Baucina

Baucina itinerario delle Regie Trazzere 2: sorgente Cuba, Monte Carrozza e Monte Falcone, Cozzo Finocchiaro, Portella di Ventimiglia, Piano S. Elia, Portella di Campisi, Montalbano.
 
Presentazione percorso presso la sede dell’Associazione Venti.Ba.Ci.
 
Questo itinerario, lungo 16 km (andata e ritorno), può essere percorso principalmente con mezzi fuori strada, ma anche con biciclette tipo “mountain bike”. Si tratta, infatti, di trazzere non asfaltate che durante la stagione invernale diventano a tratti impraticabili. Presso la Masseria Suvarita, sulla destra della strada intercomunale in direzione della Masseria Leone, si possono affittare le mountain bikes dall’azienda di “Antonina Manfrè Orobello”. È possibile per chi volesse, inoltre, previa adeguata attrezzatura, scalare la vetta di Montalbano o quella di Pizzo Trigna.
Il paesaggio, nel quale si inserisce questo percorso, riassume una molteplice tipologia di formazioni geologiche e di unità geomorfologiche, come le sub unità stratigrafico-strutturali, derivanti dalla deformazione dei Depositi del Dominio Imerese (Formazioni Scillato, Fanusi e Crisanti della dorsale Monte Cane-S. Onofrio, Flysch Numidico) e inoltre, Formazione Terravecchia, Formazione Baucina e altre formazioni del Quaternario. A Nord e a Nord/Est si può ammirare la catena Appennino-Maghrebide, con vette fino a 1257 m, bassi rilievi e prominenti zone collinari, numerosi alvei di torrenti con vallate aperte sul Mar Tirreno e sullo sfondo l’isola di Ustica. Vi si trovano anche emergenze archeologiche importanti, come la città e la necropoli sicana di epoca arcaico-classica di Monte Falcone e Monte Carrozza, la fattoria di età tardo-antica di Portella di Ventimiglia e il sito preistorico e medievale di Montalbano. Inoltre, le trazzere da percorrere sono comprese in un contesto di elevato valore naturalistico con boschi a quercia di Virgilio, a quercia da sughero, a leccio e con un’ampia (4641,43 ettari) area protetta inclusa nella Riserva Regionale Orientata Pizzo di Cane, Pizzo della Trigna e Grotta Mazzamuto che comprende anche un Sito di Interesse Comunitario (SIC) ITA020039 (Monte Cane, Pizzo Selva a Mare, Monte Trigna che ospita ben 15 habitat Natura 2000), per la presenza di flora (951 taxa, con 59 endemismi pari al 6,20%) e di fauna pregiate. La Riserva è gestita dall’Azienda Regionale Foreste Demaniali e ricade nei Comuni di Altavilla Milicia, Baucina, Caccamo, Casteldaccia, Trabia e Ventimiglia di Sicilia.
Il percorso comincia dalla parte sommitale dell’abitato di Baucina nei pressi della sorgente, scavata in una galleria, denominata cuba, alla fine della Via S. Francesco d’Assisi o Lavina del Capo. Questa, unitamente ad altre due sorgenti (quella sulla Via S. Croce e l’altra detta delle Monache sulla Via Cairoli o Rantaria), dà anche il nome al quartiere, ubicato sul versante sud del paese, denominato “Capo”, un tempo “Testa o Capo dell’Acqua”. Da questa via si risale, dunque, per la trazzera di Carrozza che un tempo collegava Baucina con Ventimiglia di Sicilia; l’antica strada inizia con la salita denominata “delle Rocche” verso Monte Carrozza e Monte Falcone (Regia Trazzera 505). Qui si possono visitare i due insediamenti urbani di epoca arcaica e classica e l’annessa necropoli interposta tra i due centri, con tombe a grotticella artificiale e alla cappuccina.
Continuando per la trazzera che costeggia Monte Carrozza, si può ammirare verso Nord/Est il Monte S. Pantaleo e a Sud/Est il paesaggio di doline presenti nelle formazioni gessoso-solfifere delle contrade Balatelle e Margio; poi, proseguendo per la stessa trazzera, si incrocia la Strada Provinciale 16, in località Portella Stretta, e oltrepassandola ci si immette sulla trazzera che attraversa Cozzo Finocchiaro, coperto da macchia mediterranea e da boschi di querce di Virgilio (quercia castagnara o roverella o suvarello). A valle del Cozzo Finocchiaro, lungo la Provinciale 16, si trova un importante deposito di materiale edilizio della ditta di Francesco Pollina” Proseguendo lungo questa Provinciale si trova l’insediamento zootecnico dei fratelli Scimeca, i quali producono e vendono sia prodotti caseari sia tagli di carne presso la loro macelleria a conduzione familiare. La trazzera termina nello slargo della cappellina del Sacramento a Portella di Ventimiglia. Oltrepassando la strada intercomunale (Regia Trazzera della Suvarita) che da Ventimiglia porta alla Masseria Suvarita e alla Provinciale 16, ci si immette nella grande trazzera S. Marco che fa parte della Regia Trazzera 537 (Ciminna – Casteldaccia) che un tempo probabilmente collegava questi territori con la valle del torrente S. Michele, scavalcando la dorsale di Monte Cane. All’altezza della sorgente Favara si trova una grande fattoria di epoca tardo-antica di cui è possibile osservare alcuni ambienti con pavimentazione in cocciopesto, strutture affioranti e varie sepolture. Si continua, dopo un breve pendio, costeggiando un pianoro, a ridosso della montagna, denominato Piano Battaglia, a ricordo di un evento bellico combattuto tra le truppe borboniche e gruppi di autonomisti siciliani, comandati dal baucinese Ignazio Varisco, nel 1848. Lungo allineamenti strategici sono state trovate palle di piombo provenienti da cartucce di fucili ad avancarica, usati in quel tempo dai combattenti allineati in fronti contrapposti. Il terreno è formato da un detrito di falda che poggia sul Flysch Numidico e la contrada attraversata è quella di Suvarita Alta. Il nome di Suvarita testimonia l’esistenza di boschi a quercia da sughero che ancora possono osservarsi misti alla quercia castagnara, soprattutto lungo i torrenti dove l’erosione impoverisce di calcare il suolo con conseguente acidificazione del terreno. Dopo Piano Battaglia la Via S. Marco arriva a un bivio, da dove hanno inizio due percorsi, segnati anche come strade secondarie, nella carta dei sentieri della Riserva Naturale Orientata Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto: da una parte si apre la trazzera che porta a Piano S. Elia, in corrispondenza del quale è possibile osservare i resti di un’abitazione a pianta circolare con annesso recinto per gli animali; dall’altra la trazzera che porta a Piano Ceuso a sinistra e a Montalbano a destra. La prima trazzera prosegue sulla montagna verso Portella di Campisi e verso la Favarotta (dal nome arabo che indica una sorgente d’acqua presente nel pianoro alle falde di Pizzo della Trigna), dove si possono ammirare le fosse delle vecchie niviere, mandrie di cavalli, di maiali e di mucche o si può scalare la vetta di Pizzo della Trigna; la seconda trazzera (strada vicinale di Piano Ceuso) si snoda lungo un’area in fase di rimboschimento da parte dell’Azienda Forestale. A Piano Ceuso si può osservare, al confine con la contrada S. Lorenzo un casale (Casa Nuccio) recentemente restaurato, con una cappella dedicata al santo martire romano. Da questo casale inizia il sentiero 9 (Piano Ceuso, Monte Cane, Pizzo dell’Inferno) della carta dei sentieri della Forestale per la RNO. A Montalbano, nei pressi dell’area attrezzata per gli operai stagionali e per i visitatori della RNO, si trovano manufatti litici e frammenti di ceramica d’impasto che potrebbero risalire al Neolitico. Interessante è in questo senso la presenza di vegetali pregiati come il cavolo antico o brassica rupestre e il garofano rupestre, probabilmente coltivato in questo periodo, quando l’uomo comincia a occuparsi di agricoltura e di allevamento. A volte si possono ammirare sulle vette sovrastanti (Pizzo dell’Aquila e Pizzo Montalbano) esemplari sia dell’aquila reale sia dell’aquila del Bonelli e sulle alture anche altri rapaci diurni e notturni. Lungo i fianchi dei rilievi tra gli animali selvatici si trovano: istrici, martore e volpi. Si ritorna, infine, per la Via S. Marco e poi, all’altezza di Portella di Ventimiglia (dove c’è un abbeveratoio con acqua potabile, proveniente dalla sorgente Favara), si imbocca la Via Regia o Via Grande detta anche Trazzera di Passo Amendola che un tempo portava ai Bagni di Cefalà Diana (Regia Trazzera 530). Scendendo per questa trazzera ci si trova immersi tra boschi di querce, mentre attraversando la strada Provinciale 16, si arriva a Passo Amendola e svoltando a sinistra in direzione sud/est si può ritornare a Baucina per la strada che collega Suvarita con la contrada Fruscillo (dal nome di una piccola sorgente o fruscio che si trova a ridosso delle case dell’abitato). A Passo Amendola si trova un importante deposito di materiali per l’edilizia della ditta di Ernesto Pirrello. A monte di quest’ultimo tratto di strada si può ammirare a sinistra un esteso bosco con querce di Virgilio nelle contrade Suvarello (nome locale per la roverella che ha poco sughero nella corteccia) e Rini (cioè sabbie rosse della Formazione Terravecchia che un tempo si cavavano per fare, miste al gesso, le malte nell’edilizia antica); a destra sullo sfondo la Villa Comunale, Monte Croce e la contrada Caldara e in lontananza anche la Rocca Busambra (1613 m).

 

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