Introduzione itinerario rurale 2 - Ciminna

Ciminna itinerario rurale delle Regie Trazzere 2 - Contrade Cernuta, Monte Rotondo, Pizzo, Cozzo Maragliano
 
Presentazione del percorso presso il Polo Museale
 
Questo itinerario può essere percorso con mezzi fuoristrada o mountain bikes. La scalata del Pizzo, di circa 1 ora, deve essere fatta a piedi, mentre la visita delle grotte Ruggeri e dei Saraceni è consigliata solo agli esperti o in compagnia di guide .
L’itinerario 2 permette di visitare la porzione sud-orientale del territorio di Ciminna, un’area rilevante dal punto di vista storico-archeologico, dato che in questa zona sono documentati numerosi insediamenti che furono avvantaggiati dalla fertilità del suolo e dalla ricchezza d’acqua. Anche il paesaggio rurale è suggestivo e le evidenze geologiche raccontano il susseguirsi di quattro ambienti che si sono succeduti nel periodo Terziario tra l’Oligocene, il Miocene e il Pliocene (tra 20 e 5 Ma): nella parte inferiore vi sono i conglomerati con ciottoli e sabbie rosse grossolane della Formazione Terravecchia, i quali testimoniano la presenza di un delta fluviale proveniente dal blocco sardo-corsico; nella parte mediana vi sono i calcari ricchi di fossili della scogliera marina della Formazione Baucina; nella parte superiore vi sono i gessi, conseguenza dell’evaporazione dei laghi mare e delle lagune costiere; infine, in alcuni siti, al di sopra dei gessi, vi sono i calcari bianchi marnosi della Formazione dei Trubi, con microfossili di mare profondo, che dimostrano l‘ingresso dell’acqua atlantica, attraverso l’apertura di Gibilterra, alla fine del periodo Terziario nel Pliocene. I siti più importanti sia per l’archeologia sia per a geologia sono quelli di contrada Cernuta, di Monte Rotondo, del Pizzo e di Cozzo Maragliano.
Il percorso comincia dalla periferia meridionale del paese. I gessi che costituiscono il substrato di questo percorso sono del Miocene superiore e in parte sono di origine continentale (Formazione di Cattolica) e in parte di origine lagunare costiera (lagune interne della Formazione Pasquasia)
La prima tappa, percorrendo la Regia Trazzera Ciminna – Roccapalumba, oggi Strada Regionale 13, è la chiesa di S. Rocco, ormai ridotta allo stato di rudere.
Dopo circa 300 metri, si giunge in contrada Cernuta, un’area dalla morfologia semi-collinare, dove nel 1886 fu rinvenuto un mosaico, circostanza che ci può far pensare alla presenza di una lussuosa dimora di epoca romana, probabilmente una villa. Da Portella S. Caterina, dove si trova la fontana pubblica, è possibile o continuare in direzione sud, percorrendo la Regia Trazzera, che attraversa la contrada Vallegrande, dove si trovano alcune tombe a fossa, o proseguire verso il Pizzo, o ancora svoltare a destra e percorre una strada che giunge a Monte Rotondo.
Quest’ultimo è un rilievo dalle pareti a strapiombo, tranne che dal lato meridionale che è di facile accesso. Qui dovette svilupparsi un insediamento di età medievale di cui fino a pochi anni fa era visibile la necropoli costituita da tombe a fossa. Sulla sommità dell’altura si possono osservare i resti di un edificio diruto, forse un’antica cappella, e alcuni ambienti di difficile interpretazione. Un altro sito di età medievale (normanno-sveva) sorgeva a Sud di Monte Rotondo, nell’estremità settentrionale della Serra dei Peri, come testimoniano i resti di ceramica con decorazione corrugata, a bande brune o rossastre e invetriata, che si disperdono per un’estensione di alcune migliaia di metri quadrati.
Proseguendo verso Sud/Est si giunge sul Pizzo di Ciminna, rilievo gessoso che ha restituito notevoli testimonianze archeologiche di età preistorica, arcaica, classica ed ellenistica. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce una serie di strutture che si sviluppano su tre terrazze. È stata scoperta, inoltre, una costruzione, che potrebbe essere interpretata come un santuario dedicato a Demetra. Degna di nota è la presenza, sulle balze del Pizzo, della grotta detta dei “Saraceni”, al cui interno è stato raccolto abbondante materiale ceramico databile all’Età del Rame.
Immediatamente a Nord, si trova Cozzo Maragliano, un modesto rilevo costituito da rocce della Formazione Baucina. Sulla parete orientale di una piccola altura più a Nord di 500 metri si apre la Grotta Ruggeri, frequentata nella media Età del Rame. Con frequenza alla base sia dei calcari di scogliera marina della Formazione Baucina sia delle varie formazioni gessose vi sono conglomerati con ciottoli e sabbie rosse grossolane della Formazione Terravecchia.
Il percorso prosegue in direzione nord attraverso una trazzera, lungo la quale è possibile ammirare la valle del S. Leonardo e il lago Rosamarina. Infine, si percorre la Regia Trazzera Ciminna – Montemaggiore Belsito (n. 450), che, dopo aver costeggiato il versante settentrionale di Monte Rotondo, conduce direttamente a Ciminna.
Dal punto di vista paesaggistico il territorio è coperto da colture agricole (oliveti, mandorleti, vigne, ortaggi e frutteti vari), oppure i terreni nei quali le rocce gessoso affiorano, in superficie, sono adibiti a pascolo di ovini e bovini.
L’ultima tappa è la chiesa di S. Antonio Abbate, cui si giunge dopo aver percorso una stradina scavata nel banco gessoso.

 

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