Introduzione itinerario rurale 1 Ventimiglia

Ventimiglia di Sicilia itinerario rurale Regie Trazzere 1: chiesa della Madre della Grazia, contrada Suvarita, contrada Leone, contrada Traversa, Masseria Abbriveratureddi.

Presentazione del percorso presso la sede della biblioteca comunale

L’itinerario ha una lunghezza (andata-ritorno) complessiva di 23 km ed è percorribile con mezzi fuoristrada o con autovetture 4x4. Le condizioni del manto stradale sono nel complesso buone, a eccezione di qualche tratto sterrato. Dalla Masseria Leone è, inoltre, possibile dopo un impegnativo sentiero di montagna giungere alla grotta del Leone. È consigliabile intraprendere questo percorso muniti di attrezzatura specifica. Lungo questo itinerario si percorre inizialmente Via Madonna delle Rocche per giungere a Portella di Ventimiglia; quindi, si prosegue attraverso una Regia Trazzera che giungeva a Palermo, che si snoda alle falde della catena dei Monti di Trabia o di Calamigna e che domina la valle del torrente Sercia, principale affluente del fiume Milicia. Al ritorno, invece, si percorre la Strada Provinciale 16 che da Bagheria giunge alla provinciale 6. Si tratta di un’area dalla forte rilevanza naturalistica e paesaggistica, grazie alla presenza della Riserva Naturale Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto e dalla forte vocazione produttiva, come dimostrano le numerose masserie che spesso si installano su luoghi occupati da siti archeologici. Oggi l’area, oltre a essere sfruttata a fini agricoli e pastorali, vede la presenza di alcuni agriturismi e di aziende locali specializzate nella produzione di prodotti tipici.
L’itinerario1 comincia dalla periferia nord-occidentale del paese, da Piazza S. Rosalia presso il municipio e la sede provvisoria del deposito archeologico, dove sono temporaneamente custoditi soprattutto reperti romani, bizantini, arabi e normanno-svevi del sito di Castellaccio. Inizialmente si percorre la via Madonna della Rocca per raggiungere il santuario della Madre della Grazia. Dal punto di vista geologico quest’area è costituita da conglomerati e sabbie della Formazione (deltizia e fluviale) Terravecchia di epoca terziaria. Vi sono, inoltre, tracce di frequentazione risalenti all’età romano-imperiale, e, presso le alture poste a Sud/Ovest rispetto al santuario, precisamente a Cozzo Volpe e a Cozzo S. Pantaleo, è stata individuata una necropoli di età ellenistica. Presso il santuario si trova anche il ristorante Le Palme, dotato di ampio giardino e di sale per la ristorazione e per i ricevimenti. Procedendo verso Nord si giunge a Portella di Ventimiglia, dove, sullo spiazzale (un tempo utilizzato per la sosta nella transumanza degli armenti e per le aie da spaglio del grano) si trova la cappellina del Sacramento. Da qui si possono ammirare verso Est le suggestive pareti di Pizzo Cascio e i boschi di querce, accessibili da una carreggiata che sale verso Balata Mauri; la carreggiata sopra citata e la depressione di erosione, che da Pizzo di Cascio scende verso Sud, segnano il confine amministrativo tra i Comuni di Baucina e di Ventimiglia di Sicilia. Percorrendo verso Nord la Regia Trazzera S. Marco in contrada Portella di Ventimiglia, davanti alla sorgente Favara, si trovano i resti archeologici di una fattoria di età tardo-antica di cui sono ancora visibili diverse strutture murarie e alcune tombe.
Il percorso prosegue verso la Masseria Suvarita, attraversando la contrada Costa Ilice nel territorio di Baucina, per giungere nuovamente, dopo qualche chilometro, in territorio ventimigliese, precisamente in contrada Traversa. Quest’area è utilizzata principalmente per la zootecnia e, fino a poco tempo fa, ospitava anche la coltivazione del mandorlo, come è attestato anche dal toponimo della contrada limitrofa, Cangialosi, che significa appunto “roccia del mandorlo”. L’area è, infatti, cosparsa di massi, spesso di notevoli dimensioni, che rappresentano il detrito di falda dei Monti di Trabia detti anche di Calamigna, che hanno scoraggiato l’impianto di colture cerealicole. I terreni fanno parte della formazione geologica Flysch Numidico che deriva dalla degradazione delle facies del Dominio Imerese dei calcari della montagna. Sulla parete di Pizzo del Leone, sopra la Masseria Leone, si apre la splendida grotta omonima, composta da due antri che richiamerebbero l’effige del volto del leone.
A questo punto la trazzera si biforca in due rami: proseguendo a destra verso Nord la strada, che prende il nome di Regia Trazzera della Niviera, costeggia Cozzo dell’Azzurria, dove è documentato un insediamento di età medievale, per poi inerpicarsi sui Monti di Trabia.
Imboccando la strada a sinistra si giunge su Cozzo dei Morti, un’emergenza costituita da massi di grandi dimensioni provenienti dal detrito di falda dei monti sovrastanti. Qui sorgeva un insediamento di età romano-imperiale, come sì può supporre dai frammenti ceramici che affiorano all’interno dell’uliveto a Sud del cozzo. Qui e presso la sede della vecchia discarica di rifiuti, è possibile anche osservare alcune cave di sabbia scavate su vecchie dune desertiche del Miocene superiore.
Poche centinaia di metri in direzione nord si trova il baglio Case vecchie Traversa, un’imponente struttura, in parte crollata, posseduta un tempo dai feudatari locali. All’interno dell’atrio è presente un abbeveratoio, oggi utilizzato per dissetare il bestiame. Ed è proprio la ricchezza d’acqua una delle ragioni che fece sì che il sito fosse occupato sin dall’antichità. Ricerche archeologiche nell’area circostante il baglio hanno dimostrato l’esistenza di un insediamento del VI e V sec. a.C. L’area fu anche abitata in età romana e in età medievale. Dopo pochi metri si incontrano le Case Nuove Traversa, un complesso di edifici che versa in precarie condizioni di conservazione e che ancora oggi viene in parte utilizzato. Quindi, ci si immette in una strada asfaltata che termina nella SP 16, la quale costituisce la via di ritorno dell’itinerario. Lungo questa strada, dopo aver oltrepassato una fabbrica di dadi per brodo, si incontra un grande agriturismo, Case Varisco, dove è possibile pernottare e gustare i prodotti locali della zootecnia e dell’agricoltura, oltre a poter fare passeggiate a cavallo. L’agriturismo è dotato, inoltre, di piscina e di un museo della civiltà contadina.
Il percorso procede, come abbiamo accennato, verso contrada Cangialosi, dove si trova, nella Masseria Abbriveratureddi, l’azienda Basile che lavora prodotti caseari con latte di allevamenti locali. Anche in questo luogo le indagini archeologiche hanno rilevato la presenza di una fattoria di età tardo-antica e medievale, riconoscibile attraverso la tipologia dei frammenti fittili sparsi in superficie. Qui si trova un bellissimo abbeveratoio costruito con pietra locale e alimentato da una copiosa sorgente d’acqua. Dopo aver oltrepassato un rinomato ristorante con annesse piscine e camere d’albergo, Capra Licca, si rientra, dopo il vallone della Finàita che viene giù da Montalbano e affluisce nel torrente Sercia, in territorio di Baucina, attraversando in contrada Suvarita un pittoresco bosco misto di querce da sughero e di Virgilio. Infine, dopo la Masseria Suvarita, il percorso si conclude a Ventimiglia di Sicilia, attraverso la strada intercomunale Baucina-Ventimiglia.
Se si vuole prolungare il percorso, poco prima di questa masseria, si imbocca a destra una trazzera che porta a un sito archeologico di epoca romana con la possibilità di osservare molti resti ceramici in un oliveto sotto il tratto terminale della trazzera, nelle vicinanze di un insediamento zootecnico.

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per saperne di più sulla Cookie policy clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando su qualunque elemento della pagina acconsenti all'uso di cookie.